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Ansia sociale nei bambini: cosa fare? I piccoli che hanno questo disturbo hanno difficoltà a socializzare con i coetanei e la loro ansia può influenzare significativamente la vita quotidiana. Ecco come riconoscere l’ansia sociale e come agire di conseguenza.

 

 

In generale l’ansia sociale non colpisce i bambini piccolissimi, ma riguarda i più grandicelli e gli adolescenti.

I bambini che soffrono di ansia sociale hanno difficoltà a socializzare con i coetanei o ad unirsi a gruppi, hanno un numero limitatissimo di amici, evitano gli eventi o i contesti sociali in cui potrebbero essere messi al centro dell’attenzione o sentirsi diversi dagli altri (ad esempio rispondendo a domande in classe, ecc.). Infine, possono sembrare molto chiusi o riservati negli eventi di gruppo.

L’ansia sociale può avere anche alcune manifestazioni fisiche, tra cui nausea, mal di stomaco, arrossamento e tremore.

Infine, può accadere che l’ansia sociale di alcuni bambini non venga notata, anche perché i bambini che hanno questo problema sono spesso tranquilli, silenziosi e obbedienti all’asilo o a scuola. È possibile che non riescano a parlare facilmente delle loro paure o delle loro preoccupazioni. Scopriamo di più al riguardo.

 

 

Timidezza o ansia sociale?

La timidezza è normale nei bambini. E alcuni sono naturalmente timidi: ciò significa che sono lenti nell’interazione con gli altri o che sono a disagio nei contesti sociali.

Ma l’estrema timidezza può interferire con le attività quotidiane di un bambino. Se ciò avviene, è probabile che sia un segnale di un disturbo d’ansia sociale. In tal caso potrebbe essere una buona idea consultare un professionista come, ad esempio, il medico di famiglia, un pediatra o uno psicologo.

 

 

Bambini e disturbo d’ansia sociale

Alcuni bambini e alcuni preadolescenti (o adolescenti) sviluppano un disturbo d’ansia sociale. Questo avviene quando l’ansia legata agli eventi sociali dura da più di 6 mesi e influisce in modo significativo sulla vita quotidiana.

I ragazzini con disturbo d’ansia sociale tendono ad evitare specifiche situazioni quotidiane ed interagiscono malvolentieri con altre persone. Ad esempio, sono restii nel parlare al telefono, nell’unirsi a squadre o a club e a rispondere alle domande in classe.

Se ritenete che vostro figlio possa avere un disturbo d’ansia sociale, è una buona idea cercare un aiuto professionale.

 

 

Cosa fare

Se vostro figlio soffre di ansia sociale, avrà bisogno del vostro sostegno. Ci sono molte cose che potete fare quando siete a casa con lui o in altre situazioni sociali. Innanzitutto, potete parlare con lui dei suoi sentimenti di ansia nei momenti più opportuni.

  1. A casa potete iniziare a preparare vostro figlio alle situazioni che lo fanno sentire preoccupato o spaventato. In particolare, provate a “recitare” la situazione per lui ansiogena e a mettere in pratica strategie che possono aiutarlo a superare momenti difficili. Incoraggiatelo a praticare un po’ di “pensiero introspettivo”. Ad esempio, potrebbe pensare che tutti ridono di lui quando risponde a una domanda in classe. Potreste chiedergli: “Come fai ad essere certo che rideranno di te?”. Potete anche raccontare a vostro figlio delle volte in cui vi siete sentiti/e ansiosi/e e di come avete affrontato le vostre paure. Questo lo aiuterà a capire che bisogna parlare dei propri sentimenti. Sentirà che lo capite e che lo sostenete.

  2. All’asilo, a scuola o in altri contesti sociali incoraggiate delicatamente vostro figlio a partecipare ad eventi in cui ci sono i coetanei e ad iniziare nuove attività. Evitare gli eventi sociali può solo peggiorare il suo problema. Se vostro figlio ha una reazione ansiosa rispetto ad un contesto, non preoccupatevi. Riprovate a farlo partecipare all’evento sociale un’altra volta e preparandolo meglio. Non forzatelo, non punitelo e non rimproveratelo mai solo perché ha “fallito”. Evitate di parlare per conto suo: questo può solo peggiorare il problema. Infine, provate a discutere dell’ansia di vostro figlio con la maestra o con l’insegnante, raccontando quello che state facendo per aiutarlo. In questo modo, altre persone possono dargli un supporto costante.

  3. Parlate con vostro figlio, rassicuratelo e incoraggiatelo sempre. Se sta facendo qualcosa che normalmente lo rende ansioso, ad esempio parlare al telefono, riconoscete il suo coraggio con molte lodi. Ditegli che siete orgogliosi/e di lui e del fatto che sta facendo del suo meglio. Se ci sono altre persone in giro, congratulatevi con lui in silenzio: questo migliorerà la sua autostima. Non importa quanto vi sentiate frustrati/e: evitate sempre di criticarlo o di essere negativi/e riguardo le sue difficoltà nei contesti sociali. Evitate di etichettarlo come “timido”. Se altre persone commentano il suo comportamento in pubblico, potreste dire qualcosa come: “In realtà, è piuttosto estroverso con le persone che conosce bene”.

 

 

 

Se siete preoccupati/e per l’ansia di vostro figlio e pensate che stia influenzando il suo modo di vivere la vita quotidiana, considerate la possibilità di consultare un esperto o un’esperta.

Ecco alcuni punti da cui iniziare: