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Secondo uno studio americano, l’insegnamento già in tenera età di concetti matematici come “tanto”, “meno” o “alcuni” aiuterebbe a rafforzare non solo le facoltà cognitive del bambino, ma anche il suo vocabolario. Diventa ancora più divertente giocando!Il movimento aiuta i bambini ad apprendere la matematica. Li aiuta anche a fare esperienze ed applicare concetti astratti alla vita quotidiana. E’ utile inoltre, anche sviluppare l’autostima e non mettergli nella testa che la matematica è una materia difficile.

 

Lo sviluppo del linguaggio può essere favorito dalla matematica.

A dirlo è uno studio dell’Università di Purdue, pubblicato anche sul Journal of Experimental Child Psychology, in cui gli autori suggeriscono che per migliorare le capacità linguistiche dei più piccoli e facilitarne l’alfabetizzazione, le attività matematiche in età prescolare siano ancor meglio della tradizionale lettura di favole prima della messa a letto.

Una simile conclusione è frutto di una ricerca condotta su 116 bambini tra i 3 e 5 anni in cui è apparso evidente come il dialogo instauratosi tra l’adulto che spiegava la matematica ed il bimbo in ascolto portasse all’acquisizione di maggiori competenze verbali.

Questo perché il semplice scambio di informazioni relative a temi come le quantità ed il loro confronto (che nella loro semplicità introducono concetti basilari come “maggiore”, minore”, “tanto” o “poco”), stimola il bambino ad associare pensieri e parole in modo più strutturale.

 

La matematica quindi sarebbe la porta d’accesso a miglioramenti sostanziali nel vocabolario, presente e futuro, del bambino già in tenera età e non serve nemmeno essere chissà che esperti di equazioni o sistemi algebrici: secondo gli autori dello studio infatti, anche la semplice abitudine di specificare le quantità di un oggetto di riferimento (es: “ora ti do 3 biscotti” invece di “ti do dei biscotti”) sarebbe un ottimo allenamento per aiutare il processo d’apprendimento.

 

La matematica si apprende con l’azione, lo sport, il movimento

 

Per far amare la matematica, niente di meglio di una sana corsa in cortile o una partita di pallone. È paradossale ma è quanto affermano gli esperti che hanno studiato in che modo il nostro cervello recepisce i concetti aritmetici e matematici e li rende facilmente fruibili al bambino.

L’azione è fondamentale per lo sviluppo delle categorie mentali primitive, tra queste vi sono i concetti di spazio e tempo e lo sviluppo della logica, tutti coinvolti nell’apprendimento della matematica

 

 

Bambini più liberi di sperimentare e sbagliare

Mamme e papà tendono a essere sempre più iperprotettivi, a volte perdendo di vista la differenza tra “proteggere” il bambino e impedirgli di crescere facendo le proprie esperienze e commettendo i propri errori.

Tutto ciò si ripercuote anche sui suoi risultati scolastici e sull’amore per lo studio, poiché è molto difficile amare una materia nella quale si prendono brutti voti: “Abbiamo notato che in Italia le prestazioni in campo matematico dei bambini di oggi sono nettamente calate rispetto a 20 anni fa.

Alcune scelte apparentemente molto lontane da addizioni e sottrazioni possono influire sulla facilità con cui la matematica verrà affrontata: secondo alcuni esperti, anche ritardare l’età del vasino, lasciando il piccolo col pannolino fino a tre anni, rende più complessa l’acquisizione di concetti come “dentro-fuori”, essenziali, per esempio, in geometria.

Gli esperti  consigliano quindi ai genitori di lasciare i propri bambini più liberi di sperimentare, di fare giochi da cortile e all’aria aperta, di acquisire consapevolezza del proprio corpo e dello spazio che lo circonda.

 

I concetti astratti si apprendono nel quotidiano.

 

L’esperienza è essenziale per l’apprendimento di materie scientifiche, ed è proprio il loro utilizzo pratico a renderle utili e interessanti. I concetti astratti sono infatti complessi per un adulto, figurarsi per un bambino. In Italia siamo molto bravi nella recitazione della matematica ma non nel fare nostri i concetti sottostanti. Il metodo migliore per insegnarla è quindi applicarla alla vita reale quotidiana, magari usando qualche gioco come strumento di insegnamento.

Un buon punto di partenza potrebbe essere una gita a un museo, oppure organizzare attività didattiche per i bambini sin dalla prima infanzia con bolle di sapone oppure gli origami per capire la geometria, i puzzle per fare proprio il teorema di Pitagora, le altalene per capire la meccanica di Galileo, fino a tutti gli strumenti per contare, dagli abachi degli antichi romani ai bastoncini cinesi, per acquisire dimestichezza con i numeri. Molti musei della scienza hanno una sezione o dei laboratori di matematica.

 

Lo sviluppo dell’ Autostima

Molto importante è anche lo sviluppo dell’autostima. È stata identificata infatti una vera e propria fobia emergente tra i bambini di oggi, chiamata “stress da matematica”. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford, negli Usa, ha scoperto che alcuni bambini, quando sono alle prese coi numeri, attivano le stesse aree del cervello che vengono “accese” in chi soffre di fobie più comuni.

Il metodo migliore per combattere questo problema non è certo quello di etichettare il bambino come incapace né di costringerlo a fare più matematica, il che accrescerebbe solo la sua ansia, bensì insegnarli tecniche di rilassamento e, soprattutto, aiutarlo ad accrescere la sua autostima.

 

La matematica è alla portata di tutti. Non è una materia difficile

 

L’ambiente circostante conta moltissimo: diversi studi hanno dimostrato, per esempio, che la performance in matematica delle ragazze aumenta se prima del test si fa una lezione sulle grandi figure di scienziate donna, anche perché non esiste alcuna ragione biologica che giustifichi una maggiore capacità dei maschi in questo ambito del sapere.

Ciò significa che fornire esempi di successo, rassicurare sul fatto che la matematica è alla portata di tutti ed evitare di giustificare l’insuccesso sulla base del fatto che si tratta di una “materia difficile” è l’ingrediente base per costruire un buon rapporto tra il bambino e il mondo dei numeri.